Soluzioni impiantistiche civili e industriali dal 1962

Condizionatori, piccola guida a una corretta manutenzione

La manutenzione del condizionatore è un’operazione tanto importante quanto necessaria per migliorarne l’efficienza energetica e per non rischiare di riempire i nostri ambienti con aria insalubre.

In realtà la pulizia principale dei climatizzatori andrebbe fatta a fine stagione, verso settembre/ottobre, per evitare che polvere e sporco si incrostino nell’apparecchio durante la stagione invernale. E per allungargli la vita sarebbe bene proteggerlo, nei mesi invernali, con una copertura adatta.

Ad ogni modo, durante l’utilizzo estivo, è necessario eseguire alcune operazioni principali:

  • pulizia dell’unità esterna e, se è possibile, di quella interna, costantemente sottoposte a polvere e agenti inquinanti (nell’occasione controlliamo anche la stabilità dell’appoggio del motore);
  • pulizia dei filtri, dove è facile che si annidino germi e batteri;
  • verifica di eventuali perdite di gas refrigerante e controllo dei condensatori.

Serve un tecnico per queste operazioni? Per la pulizia del motore e dei filtri non è necessario rivolgersi a un tecnico, ma possiamo fare da soli.

La pulizia delle unità

Tuttavia, se non abbiamo tempo né possibilità di farlo, ci rivolgeremo a una ditta di installazione di condizionatori che ci chiederà circa 40 euro (Iva esclusa) per la pulizia interna ed esterna dell’apparecchio, più l’eventuale costo di prodotti specifici utilizzati.

Se, invece, siamo noi a pulire il motore, assicuriamoci che l’apparecchio sia spento, e provvediamo a smontare la griglia di protezione.

Con un semplice pennello possiamo eliminare la polvere accumulata sulle pale, che poi laveremo con un panno bagnato e uno sgrassatore universale.

Se ci accorgiamo che c’è qualche ostacolo, anche semplicemente delle foglie secche che possono ostruire il motore, usiamo l’aspirapolvere per rimuoverlo: consentiremo così il corretto funzionamento dell’apparecchio nel tempo ed eviteremo che produca rumori fastidiosi.

Se il motore è alloggiato in un posto difficilmente raggiungibile, l’intervento di pulizia richiederà l’utilizzo del compressore e di una scala o trabattello e sarebbe meglio, in questo caso, chiamare un tecnico che eseguirà i lavori in sicurezza.

Per questo tipo di intervento il costo può superare i 100 euro a condizionatore. Per gli impianti multisplit, con diverse canalizzazioni, può essere necessario l’intervento di un esperto che, attraverso l’utilizzo di strumenti e prodotti adeguati, riesce a raggiungere tutti i punti dove può annidarsi la polvere.

Il giallo della “sanificazione” obbligatoria

Il giallo del decreto legge n.81 del 2009. Sulla maggior parte dei siti Internet degli installatori di climatizzatori si fa riferimento ad un decreto legge, il n.81 di aprile 2009, che imporrebbe l’obbligo legale di procedere alla “sanificazione”, ovvero ad una pulizia molto approfondita del condizionatore, ogni due anni.

Ma, interpellati al telefono da QualEnergia.it, gli installatori non sanno spiegare in cosa si traduca quest’obbligo legale, visto che la pulizia ordinaria può essere effettuata anche senza l’intervento di un tecnico e dunque senza alcuna certificazione.

Inoltre cercando informazioni sul decreto legge menzionato ci viene il dubbio che si faccia confusione con il n. 81 del 2008, ovvero con il testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, che prevede l’obbligo di sanificazione degli impianti, ma di quelli posti in ambienti di lavoro e non di quelli domestici.

Dunque per i condizionatori con una potenza fino a 9mila BTU (British Termal Unit) che equivale a 2,5 kW, non c’è attualmente alcun obbligo di legge, ma basta seguire alcuni consigli pratici per un corretto utilizzo.

Mentre gli apparecchi con una potenza superiore a 10 kW per la climatizzazione invernale e a 12 per quella estiva vengono equiparati agli impianti di riscaldamento e devono essere dotati di un libretto e sottoposti a controlli periodici, come previsto dal D.P.R. 74 del 2013 (vedi QualEnergia.it, Il libretto d’impianto e la bufala della “tassa sul condizionatore” ).

La pulizia dei filtri

Passiamo alla pulizia dei filtri. L’operazione deve essere eseguita con molta cura e frequenza, anche una volta al mese, se facciamo un utilizzo intenso del condizionatore. Possiamo effettuarla da soli, con l’aiuto del manuale delle istruzioni: basta identificare l’alloggiamento dei filtri e capire come vanno sbloccati dalla loro collocazione.

Dopodiché il filtro va lavato anche semplicemente con acqua e un sapone neutro e risciacquato accuratamente.

La fase più delicata è l’asciugatura, che deve essere molto meticolosa ed effettuata in un ambiente chiuso per evitare che il filtro si sporchi nuovamente.

Alla fine possiamo usare prodotti specifici per igienizzare il condizionatore: in commercio se ne trovano di diversi tipi, dagli spray disinfettanti che contengono un principio attivo biocida, alle schiume igienizzanti che possono contenere alcol e solventi.

Questi prodotti sono destinati agli usi professionali, ma si trovano in vendita anche per il consumatore, e costano dai 3 ai 30 euro.

Esistono anche specifiche pastiglie contro il virus della legionella; l’operazione in questo caso è un po’ più complessa perché la pastiglia, che può costare fino a 70 euro, deve essere messa in prossimità del foro di scarico della condensa. In realtà la legionella è più facile che si diffonda nei condizionatori ad acqua, quindi in assenza di particolari criticità si potrebbe fare a meno di questi prodotti per non rischiare di respirare pericolose sostanze chimiche.

E’ bene comunque verificare la lista degli ingredienti, per evitare eventuali reazioni allergiche, facendo attenzione alla provenienza dei prodotti e diffidando di quelli che costano poco e che promettono una disinfestazione totale.

Se si individuano danni ai filtri, oppure lo sporco è particolarmente resistente, bisognerà sostituirli.

Di norma i condizionatori montano filtri universali costituiti da un fitto intreccio di filamenti di materiale plastico, in grado di bloccare le particelle di maggiore dimensione di polvere, acari e sostanze inquinanti.

Esistono, però, diverse tipologie di filtri: da quelli a carboni attivi, che vanno sostituiti anche una volta all’anno, a quelli elettrostatici e fotocatalitici, costituiti da strutture più complesse.

La ricerca di eventuali perdite di gas

L’ultima operazione da fare per essere tranquilli di aver effettuato una corretta manutenzione del proprio condizionatore è la verifica di eventuali perdite del gas refrigerante.

Si tratta di un problema frequente che, oltre ad essere pericoloso, causa un grave malfunzionamento del condizionatore con un calo di rendimento e un conseguente aumento dei consumi energetici.

La perdita di gas frigorifero inoltre causa danni all’ambiente: 1 kg di gas frigorifero R-410A disperso provoca un livello di inquinamento equivalente a più di 2 tonnellate di CO2. Ricordiamo che l’Europa ha vietato l’uso del gas R-410A dal 2025 in tutti i condizionatori monosplit con carica refrigerante inferiore a 3 kg.

Il controllo del gas deve essere effettuato da un’azienda certificata con personale in possesso del patentino per operare con i gas refrigeranti (Fgas) e l’operazione costa circa 100 euro. Ma ci sono aziende che propongono la pulizia dei filtri, la sanificazione, il controllo del livello del gas, della batteria e la pulizia del tubo condensa anche a 70 euro.

E’ possibile inoltre che il nostro apparecchio abbia bisogno di una ricarica di gas, se notiamo che non raffresca più l’ambiente come una volta. In commercio esistono deikit che consentono di ricaricare il gas refrigerante del condizionatore in modalità fai-da-te; tuttavia, si tratta di un’operazione che richiede esperienza nell’uso della strumentazione e del gas stesso.

Inoltre, ogni modello di condizionatore utilizza un diverso tipo di gas, dunque è meglio rivolgersi ad una ditta specializzata che verificherà anche i collegamenti tra tubature e saldature.

Anche il condensatore del condizionatore va periodicamente controllato per verificare che gli scambi termici avvengano in maniera adeguata e che il tubo di scarico non sia ostruito. Anche quest’operazione va effettuata da un tecnico manutentore.

(Fonte Qualenergia.it)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *